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Azioni di ADAttamento

Ventilatori antibrina

Descrizione

Il ventilatore è il più diffuso tra i sistemi antibrina alternativi all’irrigazione. È una macchina composta da una pala rotante posta ad una certa altezza dal suolo (valore di riferimento circa 10 m) che ha lo scopo di prelevare l’aria più calda presente alla quota della ventola e spingerla verso il basso contrastando la stratificazione e l’inversione termica caratteristica dei fenomeni di brinata tardiva. La risposta di questo sistema di difesa è tanto più elevata quanta intensa è la stratificazione presente e la differenza tra la temperatura al suolo e quella all’altezza della ventola. Non è risultato molto efficace, a volte aumentando il danno per rimescolamento di aria fredda, in caso di gelate per avvezione in cui non è presente inversione termica. L’area protetta da un ventilatore è indicata dai produttori di queste macchine in 2-3 ha cadauno, facendo supporre un raggio di azione compreso tra i 100 e i 140 m dalla torre del ventilatore. Esistono in vendita versioni mobili, e quindi trasportabili, versioni con annessa produzione di aria calda mediante bruciatori, aria che viene convogliata verso il basso aumentando l’effetto di protezione. Un problema di questa tecnica è, per applicazioni in aree prossime ad abitazioni, il livello di rumore prodotto, se il sistema non è adeguatamente insonorizzato (motore) o se non è sufficientemente silenziosa la rotazione della ventola.

Caratteristiche

Filiera interessata:

Ortofrutticola, Vitivinicola

Rischio climatico:

Danni da temperature estreme minime

Ambito di azione:

Gestione agronomica

Azione di mitigazione:

No

Difficoltà tecnica:

Bassa

Applicabile ad aziende di dimensioni:

Piccole, grandi

Efficacia dell'azione rispetto a:

Danni da temperature estreme minime
Media

Orizzonte temporale rispetto a:

(Riferito all’efficacia dell’azione da un punto di vista economico, agronomico e ambientale)

Danni da temperature estreme minime
Breve termine: 1 anno o ciclo colturale